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LE CAPACITÀ STRATEGICHE DELLE FORZE ARMATE ITALIANE – AERONAUTICA MILITARE

L’Aeronautica Militare Italiana (AMI), che da poco ha festeggiato 100 anni dalla sua fondazione, è una forza armata moderna e con capacità operative peculiari.

La missione assegnata dalle Autorità politiche è di “Difendere l’Italia, il Suo territorio, la Sua sovranità e i Suoi interessi vitali, garantendo l’approntamento, l’efficacia operativa nonché l’impiego delle Forze Aeree nel quadro del sistema di sicurezza nazionale e internazionale”. Da qui l’impegno 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, per la sicurezza e la difesa del Paese e dei suoi cittadini, garantendo il controllo e la sorveglianza dello Spazio Aereo nazionale e di quello euro-atlantico ed euro-mediterraneo. Contestualmente l’Aeronautica Militare è anche chiamata a proteggere gli interessi vitali nazionali all’estero, nell’ambito di numerose Operazioni e Missioni internazionali.

Velivolo EFA Special Color

Ecco quindi che si parla di proiezione delle capacita’ operative italiane lontano dai confini italiani, che possiamo definire quale funzione strategica.

Il termine “strategico” induce spesso a confusione in quanto utilizzato in diversi ambiti, come ad esempio per descrivere il livello di decisioni, processi o effetti (da distinguerlo dai livelli operativo e tattico), oppure per racchiudere la capacita’ nucleare di un assetto nazionale.

Cacciabombardiere tornado ECR

In questo caso invece si fa riferimento alle capacità strategiche delle forze aeronautiche, e che l’USAF-United States Air Force in un documento intitolato “U.S. Air Force 2030 Science and Technology Strategy Executive Summary” definisce quali:

  1. Global Persistent Awareness (situazione operativa sempre e ovunque disponibile);
  2. Resilient Information Sharing (resilienza nello scambio delle informazioni);
  3. Rapid, Effective Decision-Making (capacità decisionale veloce ed efficace);
  4. Complexity, Unpredictability and Mass (Complessità, Imprevedibilità e Massa);
  5. Speed and Reach of Disruption and Lethality (velocità e raggio d’azione per azioni letali).
Velivolo CAEW – Conformal Airborne Early Warning

L’Italia, con le proprie Forze Armate, non ha lo stesso livello di ambizione statunitense, però in un contesto multinazionale o NATO è in grado di esprimere alcune delle capacità strategiche menzionate. L’Aeronautica Militare, in particolare, ha raggiunto eccellenti risultati, soprattutto nella capacità decisionale grazie alle proprie strutture, organizzazioni, personale, tecnologie e assetti dedicate al cosiddetto Comando e Controllo (C2). In realtà l’AM si è spinta oltre, riuscendo a sviluppare le cosiddette capacità C5ISTAR (Comando, Controllo, Comunicazione, Computer, Cyber, Intelligence, Acquisizione Obiettivi e Ricognizione), sia in Italia che con assetti da impiegare all’estero.

Velivoli AMX

Tale capacità è il risultato di integrazione di assetti aerei, spaziali e terrestri, al fine ultimo di integrare sensori ed informazioni ed ottenere Intelligence attendibile ed in tempo reale, risorsa fondamentale per il processo decisionale.

Infatti l’esperienza maturata con l’addestramento intensivo e la partecipazione alle missioni operative degli ultimi 35 anni hanno impreziosito lo strumento aerospaziale dell’AM, sempre più proiettata a mantenere le proprie capacità al massimo delle prestazioni e della rilevanza nazionale e multinazionale. 

Per quanto riguarda lo strumento offensivo gli assetti Tornado e AMX stanno raggiungendo la fine della propria vita operativa per lasciare spazio all’F-35, in entrambe le versioni A-CTOL (Conventional Take Off and Landing) e B-STOVL (Short Take Off and Vertical Landing). L’F-35 è definito di quinta generazione non solo grazie alle caratteristiche di bassa osservabilità (più comunemente detta stealthness) ma anche, e forse soprattutto, alle capacità di integrazione dei sensori (sensor fusion) e all’altissima velocità di analisi e distribuzione dei dati. 

EFA con armamento aria-aria e aria-suolo

Eurofighter e F-35 costituiranno quindi la primaria capacità difensiva e offensiva aerea per i prossimi 40 anni, riuscendo a coprire l’intero spettro delle missioni definite Missioni Contraeree Offensive (Offensive Counter Air-OCA) e Difensive Defensive Counter Air-DCA). Dottrinalmente infatti il controllo dei cieli ed il dominio dello spazio aereo si ottiene attraverso le missioni:

  • Attack (attacco contro le capacita’ aeree e difensive del nemico)
  • SEAD (Suppression of Enemy Air Defence – soppressione dei sistemi di difesa aerea nemica). Lo scopo primario è quello di saturare le difese dell’avversario e aprire un corridoio tra le bolle A2/AD, permettendo così anche agli altri assetti di attraversare con maggiore sicurezza. 
  • Fighter Escort (scorta aerea – missione di protezione dei velivoli amici)
  • Fighter Sweep (scorta aerea avanzata – missione di protezione dei velivoli amici)

Oggi, l’AM, con i velivoli AMX, Tornado (IDS ed ECR), ed EFA soddisfa tutte le esigenze, e a breve lo stesso si potrà dire con velivoli F-35 ed EFA.

Anche gli armamenti sono di conseguenza ammodernati e più performanti, come ad esempio il missile cruise di MBDA Storm Shadow, in grado di volare oltre 500 km e colpire obiettivi senza esporre i velivoli ad attacchi dalla difesa aerea nemica. Oggi lo Storm Shadow è integrato sul velivolo Tornado e verrà impiegato dall’F-35A. 

Anche se l’F-35 è ancora in fase di produzione, l’Italia si sta già proiettando verso la sesta generazione dei velivoli caccia, con il programma chiamato GCAP (Global Combat Air Program) tra Italia, Gran Bretagna e Giappone. 

Il sistema deriva dal programma Tempest britannico e sarà operativo a partire dal 2035. Il Tempest non sarà un velivolo, bensì un sistema di velivoli, con e senza pilota a bordo. Con un solo sistema quindi si integrano molteplici capacità, offensive e difensive; un’ipotetica missione del caccia pilotato consisterebbe nell’essere accompagnato da UCAV (Unmanned Combat Aerial Vehicle) operanti come gregari, lanciati da basi lontani oppure da velivoli da trasporto, con compiti ISR, attacco, Guerra Elettronica (EW) o SEAD, ma anche utilizzati come scorta. Il caccia leader potrebbe prendere il controllo di missili a lungo raggio lanciati da altre piattaforme, per dirigerli autonomamente su obiettivi importanti, al fine di concentrare il massimo effetto possibile su un’area specifica del fronte. 

l’XQ-58A

Ecco che la flotta di velivoli caccia si dovrà integrare con un numero significativo di UAV/UCAV a basso costo – perciò spendibili – nel ruolo di gregari. Un esempio esistente ed in fase di test di tali droni è l’XQ-58A Valkyrie, prodotto dalla statunitense Kratos Defense & Security Solutions, lanciabile da un sistema lanciatore/container attraverso un razzo che si stacca al momento della combustione (recuperabile mediante paracadute), ha un’autonomia di circa 5.500 km e una velocità di crociera di 900 km/h. 

Velivolo C-130J

Altro aspetto che dovrà ricevere particolare attenzione è il lancio di UCAV gregari da aerei da trasporto. L’Aeronautica Militare dispone, da più di vent’anni, di una flotta di C-130J (anche in versione allungata), un velivolo quadrimotore con una capacità di trasporto di circa 20 tonnellate. Tale velivolo, assieme ai più piccoli C-27J, costituisce la capacità di trasporto da oltre 30 anni, e le esigenze presenti e future impongono l’integrazione e/o sostituzione con velivoli più prestanti e moderni.

Velivolo KC-390

Un possibile sostituto potrebbe essere il brasiliano KC-390, tale aereo cargo dovrà essere configurato per poter trasportare e lanciare droni ma anche remore carrier, comparabili a un missile cruise oppure a una loitering munitions. Si tratta quindi di munizionamento spendibile, nel 2018 a Parigi MBDA ne ha presentati due modelli: il Type 100 (lungo 180 cm e pesante 120 kg), e il Type 200 (lungo 280 cm e pesante 240 kg). Possono essere armati con sistemi EW (Electronic Warfare) oppure con un carico bellico. Una configurazione simile, sarà prevista per i 6 MC-27J Praetorian di prossima acquisizione da parte della Forza Armata. Le macchine verranno assegnate alla 1ͣ Brigata Aerea Operazioni Speciali, per fornire appoggio ai reparti incursori del COFS (Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali). Al fine di poter svolgere al meglio tale missione, i Praetorian saranno armati con dispenser di loitering munitions (probabilmente UVision Hero-120) collocati nel vano di carico e/o GBU-39 SDB agganciate ai due piloni alari. 

Fonti foto: archivi privati.

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