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STANDARD SM-6: IL MISSILE MULTIRUOLO

Nel corso dell’esercitazione Valiant Shield, tenutasi lo scorso giugno, è stato testato, da parte della U.S. Navy, il missile superficie-aria supersonico STANDARD SM-6. La peculiarità di tale prova ha riguardato l’utilizzo in funzione antinave del suddetto sistema d’arma. 

La Valiant Shield 2022 è una esercitazione congiunta biennale, condotta dalle sole forze degli Stati Uniti, incentrata sull’integrazione tra gli assetti militari in relazione ai futuri scenari operativi. Questa attività consente di acquisire competenze reali nel sostenere pacchetti di forze congiunte attraverso il rilevamento, la localizzazione, il monitoraggio e l’ingaggio delle unità navali avversarie.

L’evento di punta è stato l’affondamento della fregata, decommissionata, USS Vandegrift, avente un dislocamento di oltre 4.000 t.  L’atto presentava una sequenza strettamente sincronizzata di eventi di fuoco reale, dimostrando la capacità delle forze congiunte di possedere capacità di fuoco sincronizzato in ambiente marino. Ciò ha permesso di fornire alla Joint Task Force l’opportunità di testare nuove armi e tecnologie di comunicazione, nonché di testare l’integrazione degli effetti informatici per condurre attacchi precisi e letali – in un contesto multi-dominio – a lungo raggio, contro obiettivi navali di superficie.

Il cacciatorpediniere USS Belford, appartenente alla classe Burke, ha lanciato un missile SM-6 che ha colpito la nave bersaglio sulla linea di galleggiamento, utilizzando quindi il medesimo profilo d’attacco di un missile antinave, provocando l’affondamento. Il successo del test certifica un’addizionale capacità di impiego antinave del missile, che va ad aggiungersi a quella anti-aerea (scopo per il quale era stato progettato originariamente), anti-balistica e la capacità di colpire obiettivi paganti in profondità (deep strike).

È indubbio che il missile SM-6 conferirà alla U.S. Navy – e alla Japan Maritime Self-Defense Force – un sistema d’arma antinave con prestazioni sensibilmente superiori agli attuali RGM-84 Harpoon, potendo vantare una gittata massima doppia (460 km rispetto ai 220 km dell’Harpoon Block II) e una velocità supersonica fino a mach 3. Il sistema di navigazione dell’SM-6 è di tipo inerziale accoppiato a un GPS (INS/GPS), mentre per la fase finale d’attacco può avvalersi di un seeker radar attivo, estremamente funzionale qualora il bersaglio fosse in movimento (come un’unità navale). 

Inoltre, la possibilità di poter utilizzare il medesimo sistema d’arma per ingaggiare diverse tipologie di obiettivi, permetterà di installare sulle unità americane e giapponesi un solo modello di missile, con evidenti vantaggi in termini di gestione degli armamenti imbarcati. 

Infine, dal 2016 è attivo in Romania, nella base aerea di Deveselu, il sistema “Aegis Ashore”, l’installazione terrestre del sistema missilistico Aegis imbarcato sui cacciatorpediniere americani e giapponesi, dotato di lanciatori verticali Mk-41 della Lockheed Martin in grado di lanciare gli STANDARD SM-6 – nonché i missili cruise Tomahawk – anche contro obiettivi terrestri.

Fonti foto: Flickr; Nara & Dvids Public Domain Archive

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