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L’EVENTUALE IMPIEGO DI FORZE SPECIALI AMERICANE E INGLESI NEL CONFLITTO RUSSO-UCRAINO

Diversi articoli sono apparsi ultimamente sulle testate nazionali circa il possibile impiego boots on the ground di Forze speciali della NATO in Ucraina, seguiti da altrettanti commenti di sedicenti esperti che, sulla base di considerazione più o meno verosimili, negano o confermano quanto risulterebbe trapelare dai documenti ufficiali. 

Tuttavia nessuna delle versioni fornite è convincente, nessuna è particolarmente supportata e, soprattutto, nessuna fornisce le prove dell’impiego di tali assetti in operazioni “covert”. Inutile cercare, le prove non ci sono e non ci saranno e trovare il responsabile con la “pistola fumante” in questo ambito rimanda più ai romanzi e ai film di spionaggio, piuttosto che alla cruda realtà 

Cerchiamo quindi di fissare alcuni punti che ci consentano un approccio più pragmatico e realistico che, senza fornire prove oggettive, ci permetta comunque un ragionamento razionale difficilmente attaccabile. Intanto restringiamo il campo e parliamo delle nazioni che sul fronte occidentale, almeno formalmente, sono più implicate nel conflitto russo-ucraino. 

Innanzitutto si parla di Stati Uniti d’America e Regno Unito!

Queste due nazioni, storicamente, politicamente e culturalmente, sono in grado di pianificare ed eseguire operazioni speciali in qualsiasi parte del Globo. Per quanto concerne il teatro ucraino appare comunque evidente che Washington e Londra dettino le direttive per quanto concerne gli attacchi nei confronti di obiettivi strategici russi.

SAS task force nera

Prima di addentrarci nello specifico del teatro ucraino sarebbe il caso di ricordare perché si effettuano operazioni speciali.

La prima caratteristica delle operazioni speciali è l’obiettivo, ovvero lo scopo che si propongono, che deve essere di importanza strategica. Si utilizza il termine “strategico”, in quanto il ricorso ad operazioni speciali per conseguire obiettivi di natura operativa o tattica è considerato solo eccezionalmente1. In parole povere, si ricorre alle operazioni speciali solo se si devono conseguire obiettivi di valore elevatissimo ai fini della campagna militare, oppure di rilevante valore politico e che quindi implicano anche un elevato rischio politico.

Quindi, visto che l’obiettivo è di livello strategico-politico viene assegnato proprio dai massimi vertici dell’organizzazione politico-militare. Inoltre, proprio per l’importanza dell’obiettivo e per la conseguente sensibilità dello stesso non esistono intermediari tra chi assegna la missione e chi è incaricato della pianificazione ed esecuzione dell’operazione speciale.

Il modo in cui è concepita, organizzata ed eseguita conferisce la specifica caratteristica all’operazione speciale. Il modo in cui si impiegano gli indispensabili supporti, il susseguirsi delle tempistiche e delle fasi, le tecniche per riportare a casa il dispositivo e l’impiego di quelle tattiche e procedure tipiche, nonché di equipaggiamenti innovativi, conferiscono, tutte insieme, la caratterizzazione di “speciale” ad un’operazione.

Ora che abbiamo sinteticamente chiarito la definizione di operazione speciale, puntiamo il focus sull’Ucraina e iniziamo un ragionamento logico avvalendosi di fatti incontrovertibili: entrambe le nazioni, USA e Regno Unito, sin dal 2014, supportano le forze armate ucraine e, senza troppi complimenti e riservatezza, hanno armato e fornito addestramento a Kiev negli ultimi 8 anni. 

È altresì ipotizzabile che, sebbene gli ucraini, a livello operativo, possano essere stati sorpresi dall’attacco russo, hanno potuto comunque avvalersi di unità preparate sia dal punto di vista psicologico che materiale. 

Dall’inizio dell’invasione russa, il 24 febbraio 2022, gli americani e i loro alleati hanno intensificato l’addestramento dei militari ucraini, realizzando apposite strutture, sia negli USA che in Europa (come in Germania e in Polonia). A tal proposito si possono distinguere due tipologie di formazione: una finalizzata all’impiego di uno specifico sistema d’arma e una di carattere più generale. Nel primo caso fanno parte i militari ucraini destinati all’utilizzo del sistema missilistico superficie-aria Patriot PAC-3, poiché l’utilizzo di tale arma è assai complicato, gli americani hanno preparato dei corsi appositi che si stanno tenendo presso Fort Still, in Oklahoma, abituale base di formazione per tali sistemi d’arma. Per quanto riguarda l’addestramento generale, invece, nel giugno dello scorso anno è stato avviato un programma gestito dal 11ͭ ͪ Security Force Assistance Brigade del British Army, finalizzato all’addestramento di circa 10.000 militari ucraini ogni 4 mesi.

Ci si potrebbe chiedere come mai non ci sia anche un programma specifico di formazione per le forze speciali ucraine. Innanzi tutto è necessario dire che fin dall’inizio degli scontri, i reparti speciali di Kiev sono stati utilizzati come fanteria di linea nei numerosi scontri campali fin qui verificatisi. In special modo le forze speciali sono state impiegate nei combattimenti urbani, come ad esempio nelle battaglie per la riconquista di Kharkiv e Kherson. Quindi le perdite subite da questi reparti sono state elevate.

Successivamente dobbiamo aggiungere che la definizione di forze speciali in ambito NATO è ben diversa da quanto espresso dagli ucraini (e anche dai russi). Ci sono voluti decenni perché i reparti speciali della NATO riuscissero a condividere dottrine e procedure, anche grazie a cicli addestrativi e operazioni sul campo in comune. Sarebbe quindi assai improbabile che tali dottrine, frutto di anni di esperienza sul campo, venissero condivise con reparti al di fuori dell’Alleanza. Questo è sicuramente uno dei motivi principali per cui le operazioni speciali degli ucraini vengono condotte da americani e inglesi.

Soldiers with C Company, 2-20th Special Forces Group - NARA & DVIDS Public  Domain Archive Public Domain Search

Per continuare il ragionamento, sapendo che le prove del coinvolgimento diretto di assetti di forze speciali (Special Groups, SEAL, SAS, SBS, SRR) sul territorio ucraino sarebbero impossibili da trovare, ricorriamo ad un artifizio di logica, ovvero invertiamo l’onere della prova. La domanda alla quale dovremmo quindi rispondere è perché Sati Uniti e Regno Unito non avrebbero dovuto usare le loro forze speciali direttamente sul terreno?

Ecco, seguendo questa linea ed avendo già trattato del profondo coinvolgimento delle due nazioni sin dal 2014 affrontiamo la questione seguendo 3 punti che esaustivamente completeranno la disamina. 

  • Entrambe le nazioni includono nella loro dottrina militare le operazioni “covert” ovvero “negabili”. Tali attività vengono definite come operazioni militari che, qualora scoperte, la nazione mandante può negare qualsiasi coinvolgimento. Quindi, in barba al diritto internazionale con cui ogni giorno ci abbelliamo di fronte al grande pubblico queste due grandi democrazie ammettono la possibilità di condurre con truppe governative operazioni la cui paternità può essere altrettanto democraticamente negata!
  • Entrambe le nazioni hanno condotto nel passato azioni sotto copertura. Inutile approfondire la questione, gli USA, tramite la CIA e tramite assetti di forze speciali che operavano sotto controllo dell’agenzia, hanno condotto operazioni “coperte” in giro per il mondo negli ultimi 80 anni. Per quanto riguarda le Forze speciali (UKSF) inglesi, sappiamo senza troppi fronzoli che solo negli ultimi 15 anni sono state impiegate con un diverso grado di copertura in almeno 19 paesi come Afghanistan, Algeria, Estonia, Cipro, Iraq, Kenia, Libia, Mali (incluso Burkina Faso), Nigeria, Pakistan, Filippine, Russia, Somalia, Stretto di Hormuz (Iran/Oman), Siria (incluse Giordania, Arabia Saudita e Turchia), Regno Unito, Ucraina e Yemen (incluso Gibuti). Quindi i precedenti ci sono e sono innegabili! C’è da aggiungere che le forze speciali britanniche hanno una storia contraddittoria e sensazionalistica di divulgazione di dettagli delle loro operazioni a una stampa britannica generalmente favorevole. Tali fughe di notizie spesso trasmettono storie di temerarietà ed eroici salvataggi. Di solito assecondano le forze dell’élite nella loro stessa creazione di miti invece di offrire qualsiasi critica robusta da parte di una stampa che dovrebbe, di per sé, cercare di tenere conto del potere2
  • Vi è l’interesse ad impiegare tali assetti in Ucraina: la risposta è ovvia! Sicuramente sia USA che Regno Unito hanno avuto l’interesse di incrementare il più possibile le capacità operative e l’efficienza delle forze armate ucraine. Sin dall’inizio delle ostilità entrambe le nazioni hanno ammesso che il loro scopo era quello di infliggere una dura perdita ai russi se non addirittura auspicare un cambio di governo a Mosca.

La risposta ovvia è dunque fornita: perché non avrebbero dovuto impiegare tali preziosi ed estremamente efficienti assetti? 

Ecco quindi che tutto porta a pensare che sicuramente assetti di forze speciali siano stati impiegati sin dal principio. Peraltro, molti successi ucraini durante la condotta delle ostilità sono difficilmente attribuibili a loro stessi.

A partire dalle operazioni di targeting sino all’impiego delle risorse come skylink per impiegare piattaforme che possano facilitare le comunicazioni, l’impiego delle sorgenti di fuoco e la guida di munizionamento guidato verso i bersagli (Terminal Guidance Operations), l’uso di strumenti di pianificazione e fornire la disponibilità di una Common Operational Picture a tutti i combattenti.Le forze speciali hanno probabilmente addestrato i locali in operazioni di guerriglia nei centri urbani, nell’impiego dei droni sia aerei che marittimi, e nelle operazioni di comunicazione e psyops che hanno preceduto ogni seria decisione presa dai governi occidentali nei confronti della Russia.

Fonti foto: eliteukforces; nara.getarchive

  1.  Special operations create strategic or operational level effects or are executed where significant political risk exists (AJP 3.5); NATO SOF are strategic assets to be employed to help achieve strategic and specified operational level objectives (AJP 3.5). ↩︎
  2.  https://aoav.org.uk/2022/a-decade-of-uk-special-forces-operations-examined/
    ↩︎

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