In questi giorni sono arrivati in Ucraina 31 MBT M-1A1 Abrams che erano stati promessi da tempo al falcidiato Esercito di Kiev, provato non poco da oltre tre mesi di (inefficace) controffensiva. Le perdite subite dalla componente corazzata ucraina sono rilevanti, tuttavia non saranno certo poche decine di carri armati che riusciranno a rivitalizzare gli attacchi contro le linee difensive russe.

Molte agenzie e testate giornalistiche hanno riportato la notizia della consegna degli Abrams, senza chiarire di che tipo di carro si tratti. Innanzi tutto dobbiamo dire che il modello in questione risale alla seconda metà degli anni ’80 dello scorso secolo, quindi non certo un mezzo aggiornato. Ma come è nato l’Abrams? Negli anni ’70 il Pentagono registra con preoccupazione i progressi tecnologici dei sovietici nel campo degli MBT, con punte di produzione tre volte superiori a quelle di tutti i paesi della NATO messi assieme.

Nel 1976 la Chrysler Defense e la General Motors ricevettero un finanziamento per realizzare due prototipi di MBT, nel novembre dello stesso anno la scelta cadde sul modello proposto dalla prima azienda (nel 1982 la Chrysler Defense venne acquistata dalla General Dynamics Land Systems). Entro il 1985 erano stati fabbricati 2.370 M-1 Abrams. Il modello iniziale era caratterizzato dalla presenza del cannone M-68 da 105/51 mm, già installato sul M60A1, poi rimpiazzato sulla versione M-1A1 con l’M-256 a canna liscia da 120/44 mm, copia del pezzo della Rheinmetall e prodotto su licenza negli Stati Uniti.

Per quanto riguarda la conformazione, l’Abrams si caratterizza per avere uno scafo piuttosto basso, con sette ruote per parte e una torretta bassa ma di ampie dimensioni, in modo da ridurre l’ingombro verticale e offrire al nemico un bersaglio meno facile. Proprio per ridurre l’ingombro verticale, la sistemazione del pilota – ubicato nella parte centrale dello scafo – è fortemente inclinata all’indietro. Il pilota per la guida si avvale di un manubrio a T, posto davanti a lui, di tre ampi visori a intensificazione di luminescenza, per la guida notturna.

Una delle maggiori peculiarità dell’Abrams è costituita dal propulsore, una turbina a gas, policarburante, Lycoming Textron AGT1500. Tale scelta è giustificata dal fatto che si ottiene un ottimo rapporto peso/potenza (migliora l’accelerazione), elevata velocità e nelle partenze rapide, senza riscaldamento, anche nei climi freddi. I lati negativi riguardano l’alto consumo di carburante rispetto ai motori diesel, la traccia termica significativa. Inoltre, occorre disporre di personale assai specializzato per la manutenzione del motore.

Veniamo ora alle protezioni del carro. Gli Abrams inviati in Ucraina non dispongono di sistemi di protezione attiva (APS), inoltre sono stati privati delle corazze di uranio impoverito (DU) che generalmente ricoprono la parte frontale della torretta. Comunque il carro dispone di una protezione di tipo Chobam, molto ampia ed efficace, estesa anche alle gonne laterali copricingolo. Altro sistema di protezione è l’ubicazione del munizionamento nella parte posteriore della torretta, separato dal vano di combattimento da due spesse porte corazzate a chiusura ermetica. Nel caso un colpo colpisse la riservetta e provocasse una deflagrazione interna, il tetto del deposito è a frattura prestabilita, quindi l’energia generata sarebbe convogliata verso l’alto, limitando i danni al carro e all’equipaggio.

Particolare attenzione è stata posta nei confronti della minaccia delle mine anticarro, aumentando lo spessore della corazzatura dello scafo, in genere una parte molto vulnerabile dei carri. L’esperienza della Prima Guerra del Golfo (1991) ha confermato le ottime caratteristiche di protezione nei confronti delle mine di fabbricazione russa, dotate di una potente carica esplosiva.

Nel 1989 venne adottata la versione M-1A1 Heavy Armour (la massa complessiva supera le 68 tonnellate), dotata di piastre protettive, all’uranio impoverito, sulla parte frontale della torretta che, come scritto in precedenza, è quella inviata agli ucraini, anche se priva delle suddette piastre. Sebbene privi di questo implemento di protezione non possiamo escludere che invece gli Abrams siano stati corredati dal munizionamento APFSDS-T M-829, con penetratore all’uranio impoverito. Questi proiettili hanno una velocità iniziale di circa 1.800 m/sec e sono in grado di perforare lateralmente, da parte a parte, la protezione delle torrette dei T-72, almeno le versioni più vecchie.

In conclusione si tratta di un mezzo assai performante, tuttavia dalla complessa gestione, specialmente su un campo di battaglia come quello ucraino, caratterizzato da un terreno fangoso in autunno e innevato in inverno. Il numero esiguo di carri, inoltre, non consentirà la costituzione di unità a livello reggimentale ma si continuerà con la solita strategia di formare plotoni corazzati (accompagnati da AIFV e MRAP) con al massimo 4 carri, i quali saranno facile preda dell’artiglieria e delle loitering munitions russe.

Fonti: Web

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.