In seguito ai sanguinosi attacchi di Hamas, sferrati lo scorso 7 ottobre, le IDF si preparano ad attaccare in forze la Striscia di Gaza con lo scopo di distruggere la struttura politica di Hamas e la sua componente militare, le Brigate Ezzedin al-Qassam.

Dalla scorsa settimana il Corpo Corazzato israeliano, Heil Ha Shirion, sta ammassando MBT e IFV lungo il confine della Striscia, in attesa dell’ordine di entrare e ingaggiare in combattimento i miliziani jihadisti.

La punta di lancia saranno i carri Merkava Mk3D Baz, gli Mk4M, i trasporto truppe Namer e, ovviamente, i bulldozer D9.

Nelle precedenti operazioni più significative delle IDF, ovvero in Libano nel 2006 e a Gaza nel 2008, il Corpo Corazzato ha subito perdite significative in carri, lievi per quanto concerne gli equipaggi. Nella Seconda Guerra del Libano, gli Hezbollah sono riusciti a distruggere 52 dei circa 400 Merkava Mk2, Mk3, Mk4 impiegati in combattimento. Ad onor del vero, la maggior parte di questi, sono stati danneggiati pesantemente, infatti, dei carri colpiti da sistemi controcarro, 22 hanno subito la perforazione della protezione, mentre solo tre sono andati completamente distrutti. Dei 208 soldati che componevano gli equipaggi dei carri colpiti, i caduti sono stati 23. Si deve tuttavia ricordare che gli Hezbollah non disponevano di una componente corazzata.

Nell’intervento a Gaza del 2008 – operazione Piombo Fuso – gli israeliani hanno potuto avvalersi di un certo numero di Namer, anche se non potevano certo ottenere una vittoria schiacciante, in quanto sarebbe stata condizione imprescindibile occupare tutta la Striscia di Gaza e cercare, in mezzo a oltre due milione di palestinesi, i miliziani di Hamas. Tuttavia gli integralisti islamici, appoggiati dall’Iran, hanno subito durissimi colpi e una parte della popolazione si è resa conto di essere in ostaggio e sostanzialmente indifesa.

Sembrerebbe che le perdite israeliane, in termini di mezzi, siano state contenute, anche se, a differenza del Libano, molte delle informazioni sono rimaste secretate.

Analizzando questi ultimi due conflitti, il Tshal (l’Esercito di Israele) ha individuato delle vulnerabilità dell’iter addestrativo dello Shirion, con una mancanza di preparazione sia a livello di equipaggi che di reparti. Si è deciso quindi di cambiare la dottrina, praticamente in uso dal 1973, cioè dallo Yom Kippur, fino al 2008.

La nuova dottrina è orientata su concetti di guerra asimmetrica in cui il nemico, che prima aveva una struttura convenzionale, ora è esclusivamente non convenzionale e dove il carro armato, che prima si confrontava con altri carri, sparando a distanza, ora deve fronteggiare squadre anticarro che operano in ambiente urbano, con una forte presenza di non combattenti. Tale mutato contesto tattico prevede un significativo ampliamento delle capacità di protezione e di acquisizione degli obiettivi.

In primis si è adattato l’addestramento del personale, impartendo una formazione che permetta di operare in piccoli spazi, compresi tra poche decine e un centinaio di metri.

L’ultima operazione a Gaza, Margine di Protezione, lanciata nel 2014 con lo scopo di fermare il lancio dei razzi dalla Striscia e distruggere i tunnel di Hamas.

Nell’agosto del 14 il Corpo Corazzato israeliano entra nella Striscia con 400 corazzati/blindati, l’equivalente di due brigate corazzate. In questa operazione i Merkava sono stati impiegati come supporto delle fanteria, non per occupare un lembo di territorio a ridosso delle linee nemiche, né tantomeno per distruggere le forze di manovra (tra l’altro inesistenti) dei jihadisti. In pratica i corazzati hanno contribuito alla conquista e alla difesa di una porzione della Striscia semi urbanizzata. I Merkava, inoltre, hanno fornito sostegno per il fuoco contro gli edifici sospettati di accogliere combattenti jihadisti e/o postazioni di lancio per i razzi. Il consistente schieramento di Merkava Mk3 e Mk4, nonché gli innumerevoli tiri con i cannoni da 120/44, hanno avuto un forte impatto psicologico sui miliziani di Hamas. Nel corso dell’operazione Margine di Protezione, lo Shirion non perse neanche un Merkava.

Possiamo ipotizzare che l’attacco che sta per essere portato ad Hamas nella Striscia ricalcherà la stessa metodologia, pur con numeri e obiettivi decisamente superiori.

Inoltre ci sarà un massiccio utilizzo dell’IFV Namer, il trasporto truppe, con le sue 62 t di massa, più pesante oggi in servizio. Il Namer ha un equipaggio di 3 persone e può trasportare una squadra di 8 soldati. In pratica si tratta di un adattamento dello scafo del Merkava Mk4, modificato per poter imbarcare una squadra di fanti meccanizzati. Per quanto concerne la protezione, il Namer è stato progettato per disporre di una suite difensiva integrata soft e hard kill, composta da una corazzatura avanzata integrata da un sistema di difesa attiva (APS) Trophy, simile a quello impiegato sul Merkava Mk4M, nella fattispecie si dovrebbe trattare del Trophy MV/VPS, un sistema di difesa attiva specificatamente concepito per gli IFV. La protezione passiva, invece, è costituita da un’armatura ibrida avanzata in moduli, caratterizzata dalla sovrapposizione di piastre ceramiche.

Come è costituito il Corpo Corazzato israeliano?

Lo Shirion è articolato su quattro brigate, tre operative (la , 188ª e 401ª) e una di riserva (460ª). Tutte le brigate corazzate sono equipaggiate con i carri da battaglia Merkava Mk3 e Mk4. Attualmente, lo Shirion, dovrebbe disporre di circa 760 Mk3D Baz e 700 Mk4. Dal 2020 tutte le brigate dello Shirion dovrebbero aver cominciato a ricevere la versione Mk4M del Merkava.

Ogni battaglione carri è costituito da una compagnia comando e da tre compagnie carri, ognuna delle quali strutturata su 3 plotoni.

Proprio il battaglione carri sarà la pedina principale per, l’ormai, imminente offensiva nella Striscia di Gaza, in quanto, a seguito delle esperienze sul campo e gli insegnamenti tratti da esso, si è visto assegnare, già da tempo, ulteriori assetti al fine di rafforzare le capacità operative. Tra questi figurano un plotone di genieri da combattimento, una compagnia di fanteria meccanizzata su Namer, una compagnia da ricognizione (sebbene sciolte nel 2021 in seno alle brigate corazzate crediamo siano state ricostituite in vista dell’attacco a Gaza) e un plotone mortai da 81.

il Corpo del Genio militare (Handassa Kravit) fornisce allo Shirion il supporto alle attività di combattimento. Nello specifico, i tre battaglioni del Genio-Corazzato, sono assegnati, rispettivamente, a ciascuna delle tre brigate corazzate. Probabilmente opereranno all’interno della Striscia nella duplice funzione di eliminare gli ostacoli che i mezzi israeliani incontreranno lungo il percorso d’attacco (intesi anche come trappole esplosive), sia per demolire i rifugi dei miliziani jihadisti. In particolare, il il Corpo del Genio, schiera un reparto per operazioni speciali, denominato Yahlom, specializzato nel combattimento all’interno delle gallerie e tunnel.

In conclusione, il Tshal, si suppone che impiegherà reparti corazzati a livello battaglione con l’appoggio di unità specializzate, evitando un attacco da un’unica direttrice e portato da una forza a livello brigata, ma penetrando nella Striscia da molteplici punti onde disorientare la difesa dei miliziani di Hamas e renderla così meno efficace.

Fonti: Web

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.