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LA RUSSIA ADOTTA IL CANNONE SEMOVENTE “VENA”

Come afferma il noto detto popolare: “la necessità aguzza l’ingegno”. In numerose occasioni della Storia dell’Umanità, tale necessità è stata rappresentata dalla guerra e, da questo punto di vista, la Guerra Russo-Ucraina non è affatto un’eccezione. Una delle conseguenze della più grande guerra convenzionale alla quale il mondo abbia assistito dal 1945 è che la Russia è stata costretta ad espandere notevolmente il proprio bilancio alla Difesa al fine di coprire i costi generati dal conflitto, espandere gli organici delle proprie Forze Armate ed immettere in servizio nuovi sistemi d’arma in quantità adeguate alla domanda del campo di battaglia, insaziabile divoratore di uomini e mezzi. Uno dei nuovi mezzi recentemente entrati in servizio con le truppe russe è il semovente 2S31 Vena. Per la verità non si tratta propriamente di un mezzo nuovo di zecca dato che è frutto di un lavoro di progettazione protrattosi dal 1980 fino al 2007, con un primo lotto di veicoli sperimentali sfornato già a partire dal 1996. A quel tempo però le Forze Armate russe erano ancora povere ed affamate di fondi perciò i vertici militari optarono invece per un programma di ammodernamento dell’IFV BMP-3 (del quale il 2S31 è un derivato) e del cannone semovente 2S9 Nona mentre il 2S31 Vena finì nel dimenticatoio. L’interesse per questo innovativo mezzo si risvegliò nel 2013, quando le Forze Armate dell’Azerbaigian ne ordinarono 18 esemplari i quali ricevettero il battesimo del fuoco nel 2020 nel corso della Seconda Guerra del Nagorno-Karabakh.

https://eng.mil.ru/en/news_page/country/more.htm?id=12481111@egNews

Ora, a quanto pare, anche la Russia ha deciso di “gettare il cuore oltre l’ostacolo” ed adottare il suddetto mezzo, anche se non sono disponibili informazioni riguardo a come si dovrebbe svolgere la produzione di massa e quali fabbriche dovrebbero essere coinvolte nella partita, anche se il primo nome a venire in mente è sicuramente quello del complesso di Motovilikha, situato a Perm, da sempre realtà all’avanguardia nell’universo russo nel settore dell’artiglieria, in particolare quella semovente. Dal punto di vista tecnico, il 2S31 Vena è stato ottenuto mediante l’installazione di un cannone-mortaio 2A80 a canna rigata e con bocca di fuoco da 120 mm di diametro sullo scafo del veicolo da combattimento per la fanteria BMP-3. La torretta del 2S31 Vena è equipaggiata con un nuovo sistema di controllo del fuoco digitale, uno di navigazione GPS/GLONASS e sistemi di acquisizione del bersaglio e ricognizione ottica ed elettronica.

La portata di tiro del cannone-mortaio con proiettili ad alto potenziale esplosivo pare sia nell’ordine dei 13-18 chilometri ed il mezzo è in grado di impiegare tutti i tipi di munizionamento guidato e non guidato sviluppato dall’Unione Sovietica prima e dalla Russia poi nel corso degli ultimi 40 anni. All’occorrenza, pur non essendo stato sviluppato a tale scopo, il 2S31 Vena è in grado di ingaggiare bersagli mediante tiro diretto (ma in tal caso deve utilizzare un sensore alternativo di acquisizione del bersaglio) con portata fino ad 1 chilometro ed è in grado di sparare proiettili perforanti capaci di bucare piastre di acciaio laminato dello spessore di 650 millimetri. Foto e video provenienti dall’area di guerra hanno confermato che il semovente è stato schierato a settembre 2023 anche se probabilmente si tratta di una missione sperimentale e per il lancio della produzione in serie sarà necessario aspettate ancora un po’ di tempo. In ogni caso trattandosi di un mezzo che è già stato ampiamente testato e collaudato, non dobbiamo stupirci che la Russia abbia optato per la sua introduzione in servizio dato che esso presenta un eccellente bilanciamento tra prestazioni, costi e basso rischio tecnologico. L’impatto che esso può avere è potenzialmente di natura immediata ed assai più conveniente rispetto invece a progetti assai più rivoluzionari ma realizzati mediante l’utilizzo di tecnologie ancora sperimentali, scarsamente collaudate e molto costose come i mezzi appartenenti alla famiglia “Armata”.

 Fonti: Ministero della Difesa della Federazione Russa; Web

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