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ANCHE ISRAELE INSTALLA TETTOIE PROTETTIVE SUI CARRI

Il 27 di ottobre del 2023, nel contesto della nuova guerra che oppone lo Stato d’Israele ai gruppi militanti palestinesi (in particolar modo Hamas) per il controllo della Striscia di Gaza, le Forze di Difesa Israeliane (IDF), dopo venti giorni di preparazione, hanno lanciato la tanto anticipata offensiva di terra che nei piani delle élite politiche e militari dello Stato Ebraico dovrebbe portare
alla rioccupazione della Striscia di Gaza. Tuttavia, nel fiume di immagini e video provenienti dal campo di battaglia, tanto gli analisti quanto i curiosi di questioni militari non hanno potuto di fare a meno di notare un particolare già assurto agli onori della cronaca relativamente alla Guerra Russo-Ucraina: anche gli israeliani hanno installato delle tettoie/griglie protettive sulla parte superiore dei loro mezzi corazzati. Denominate in inglese “cope cages”, queste curiose sovrastrutture sono state notate per la prima volta sul finire del 2022, installate sul cielo delle torrette dei carri armati T-80 allocati alle compagnie carri indipendenti del corpo della Fanteria di Marina della Marina Russa.

Molto rapidamente divenne chiaro che non si trattava di casi isolati ma di una vera e propria innovazione a valenza universale dato che i russi non le stavano installando solamente sui carri armati ma anche su altre tipologie di mezzi corazzati. Con il tempo le prime rudimentali versioni delle “cope cages” sono state rimpiazzate da modelli sempre più sofisticati grazie alla mole di dati che il campo di battaglia ha messo a disposizione di NII Stali, l’Istituto di Ricerca Scientifica sull’Acciaio, che in Unione Sovietica prima ed in Russia poi ha sempre avuto il compito di condurre le ricerche relative alle protezioni da installare sui carri armati. Nell’economia generale del conflitto,le “cope cages” si sono rivelate molto utili per aumentare in tempi brevi e a prezzi contenuti la capacità di sopravvivenza dei mezzi corazzati, in particolare dagli attacchi dall’alto e, nonostante un atteggiamento francamente idiota da parte della stampa e del pubblico nostrano, assai più proiettati a screditare il nemico che non a comprendere la natura di questo nuovo elemento dell’universo dell’arte della guerra, anche gli ucraini hanno finito per apprezzarne l’efficacia e ne stanno facendo uso a loro volta.

L’impiego da parte degli israeliani di tale originale sistema di protezione rappresenta, da un lato il riconoscimento del suo valore intrinseco e dall’altro la manifestazione di una vulnerabilità, dato che il caparbio utilizzo dei droni da parte di Hamas per portare a compimento attacchi asimmetrici ai danni dei mezzi corazzati israeliani ha dimostrato che anche le IDF, compagine militare di prim’ordine a livello globale, presenta una macroscopica criticità nel settore della lotta ai droni che la Guerra Russo-Ucraina ma anche la Seconda Guerra del Nagorno Karabakh ed alcune fasi della Guerra Civile Siriana e della parallela Guerra Civile Irachena hanno drammaticamente portato all’attenzione di tutti. Detto francamente, se i miliziani palestinesi avessero avuto a loro disposizione gli strumenti tecnologici (e soprattutto le quantità) per esempio degli ucraini o degli azeri, la contesa di Gaza avrebbe potuto risolversi assai male per Israele.  Ed infatti le azioni dei primi due giorni di guerra, con un numero imprecisato di carri armati Merkava attaccati e distrutti/gravemente danneggiati da munizionamento di vario tipo sganciato dall’alto da droni di origine civile hanno molto probabilmente funto da detonatore finale per convincere i responsabili delle forze corazzate israeliane a “gettare il cuore oltre l’ostacolo” ed approvare un piano emergenziale per l’installazione delle “cope cages” su quanti più mezzi possibile. Resta da vedere come la stampa e il pubblico degli idioti reagirà a questo inaspettato sviluppo.

Fonti: Web

1 Comment

  1. Non si tratta certo di straordinaria tecnologia ma di semplice buon senso ed ingegnosità; in un caso e nell’ altro si troverà il modo per violare anche questa difesa

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