Con la fine della Guerra Fredda l’artiglieria, a traino e semovente, nonché la componente corazzata, caddero in disuso presso la quasi totalità degli eserciti occidentali. Cingoli e cannoni erano il retaggio di un passato bellico ormai archiviato dalla Storia, quindi si preferì convogliare i pochi fondi disponibili per la Difesa verso la componente leggera, più adatta alle operazione di peacekeeping allora in voga.
Il conflitto ucraino ha riportato in auge entrambi, dimostrando che la vera “regina delle battaglie” rimane l’artiglieria, con la sua potenza di fuoco.
Tuttavia gli analisti militari si chiedono se, con la proliferazione di UCAV (Unmanned Combat Aerial Vehicle) sul campo di battaglia, gli obici a traino possano essere ancora efficaci, oppure debbano essere sostituiti dagli obici semoventi, maggiormente mobili e protetti.
Un obice trainato, come ad esempio l’anglo-italo-tedesco FH-70 da 155/39 ha una cadenza di tiro limitata (soli 2 colpi al minuto per non surriscaldare la canna); così come l’obice statunitense M-777, nonostante abbia una canna da 39 e 52 calibri di lunghezza in lega di titanio. Entrambi questi obici sono stati e sono tuttora impiegati nel teatro operativo ucraino. Sta di fatto che gli artiglieri addetti ai pezzi hanno subito ingenti perdite a causa del fuoco di controbatteria russo, dovuto principalmente alla poca mobilità degli obici (l’FH-70 ha una massa di circa 9.000 kg), i quali richiedono molto tempo sia per essere messi in batteria, sia per spostarsi subito dopo aver sparato una salva di granate.
Di contro l’artiglieria semovente offre vantaggi enormemente superiori, ovviamente anche a costi superiori. Prendiamo il PzH-2000, l’obice più diffuso e moderno, insieme al K-9/10 sud coreano, tra gli eserciti della NATO. L’equipaggio del semovente (5 artiglieri) è protetto da una corazzatura in grado di resistere a colpi di mitragliatrici di grosso calibro (14,5×114) e a schegge di proiettili d’artiglieria. Il mezzo è dotato di sistemi di protezione contro le minacce CRBN, di allarme antincendio, ventilazione, estinzione incendi, nonché di corazzatura reattiva che protegge dai proiettili a carica cava non solo dai lati, ma anche dall’alto.
Il motore turbodiesel a 8 cilindri turbocompresso permette di raggiungere una velocità massima pari a 60 km/h, per una massa di 60 tonnellate. Il semovente è in grado di superare pendenze fino a 30 gradi e ostacoli verticali superiori a un metro di altezza.
Nei primi 9 secondi è in grado di sparare 3 colpi in sequenza; dopo di che, onde prevenire il surriscaldamento della canna (155/52 mm), la cadenza si riduce a 10/12 colpi al minuto.
Con l’adozione del munizionamento Vulcano, il braccio operativo dei semoventi d’artiglieria si allunga ulteriormente. Queste munizioni sono sub-calibro (diametro effettivo inferiore a 155 mm, con sabot che si stacca all’uscita dalla canna), stabilizzate da alette, con aerodinamica ottimizzata (bassa resistenza) e alta velocità iniziale (fino a circa 1130 m/s per le canne da 52 calibri). Il proiettile GLR (Guided Long Range), versione guidata con correzione terminale, consente una gittata massima di 70 km.
Tale munizionamento è in servizio con alcuni eserciti della NATO e alleati (Italia, Germania, Giappone per test/forniture recenti) e ha visto un impiego reale in Ucraina (fornito dalla Germania per PzH 2000 e altri sistemi), dove è stato usato per tiri di precisione a lunga distanza (record riportati oltre i 70 km). È considerato uno dei munizionamenti guidati da 155 mm più avanzati, competitivo con Excalibur (USA) ma con gittata superiore.
